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IN ARIA..., kiocciola, NST & GRAFICA DI STILE
Frase scorrevole
Fammi un quadro del sole che l'appenda in stanza e possa fingere di scaldarmi mentre gli altri lo chiamano giorno! Disegnami un pettirosso su un ramo che io l'ascolti, sarà il sogno, e quando nei frutteti la melodia tacerà che io deponga questa mia finzione. Dimmi se è proprio caldo a mezzogiorno se siano i ranuncoli che si librano o le farfalle che fioriscono. Poi evita il gelo che si stende sui campi e il colore della ruggine che si posa sugli alberi. Fingiamo che quelli, ruggine e gelo, non arrivino mai!
Dove i pensieri trovano forma. Dove la forma trova i pensieri...
venerdì, 02 gennaio 2009
Buon anno!

Il cuore batte

nel ritrovarci ancora

buon anno amici

Eufemia&Fabrizio
Scritto da: EuTetractys alle ore 16:10 | link | commenti | Categoria: haiga
giovedì, 17 luglio 2008

A piedi scalzi

solare percezione

dell'Infinito

~

Eufemia

Scritto da: eufemiaG alle ore 09:15 | link | commenti (1) | Categoria: haiga, senryu
domenica, 13 luglio 2008
VENTO FRA LE FRONDE


     

Soffiano lievi

Mille voci del vento

Che accarezzano

 

Strani pensieri

vestiti della brezza

dono del sole

 

Sotto gli alberi

Urlanti di ricordi

Fruscio di foglie

 

Libere alte nell’aria

Ad annunciar la sera
Scritto da: twoladies alle ore 17:13 | link | commenti (2) | Categoria: natura, renga, edera83
giovedì, 10 luglio 2008
Vi racconterò la storia di Tinuviel

Danzi nel vento

sei pioggia e sei  tempesta

sinuose forme

 

vestita d'amaranto

e di cielo negli occhi

 

Fiore al tramonto

sfiorato da rugiada

timida goccia

 

arreso il mio spirito

prigioniero d'un sogno

 

Note nei boschi

spinte dal freddo vento

melodiosa eco

 

 sei figlia della terra

immortale bellezza

 

 Eufemia

Tinuviel è un personaggio del mondo creato da Tolkien, è un'elfa della Terra di Mezzo . L'immagine è di Cesarina Ciotti

Scritto da: eufemiaG alle ore 08:12 | link | commenti (2) | Categoria: poesia, fantasy, renga, tolkien, eufemiag
Spegnerò questo buio
per rimanere sola con il tuo viso,
per inventare quell'istante
pelle nella voce
voce nello sguardo.

Spegnerò il buio
perché la luce mi lasci disegnarti,
mi dia la dolce libertà
di accomunare desideri
di scavalcare i timori
e cancellare le distanze.

Spegnerò il buio
per pensare a te.

Scritto da: simple alle ore 07:54 | link | commenti (1) | Categoria: poesia, simple
mercoledì, 09 luglio 2008
Piovono stelle

Scritto da: eufemiaG alle ore 12:58 | link | commenti | Categoria: poesia, renga
CUCCIOLO D'UOMO



Sobbalza il cuore

Davanti all’innocenza

Della speranza

 

Torrida dell’Africa

Riarsa dalla vanesia

 

Implora amore

Un cucciolo sperduto

Nella savana

 

Come ignorarlo?

Come lui, altri invocano

Nessuno li ode

 

Portami sempre con te

Non lasciarmi mai solo

Scritto da: Edera83 alle ore 08:37 | link | commenti | Categoria: bambini, renga, edera83, terre lontane
lunedì, 07 luglio 2008
Il vero amore *

Il vero amore è come una finestra

 illuminata in una notte buia.

 Il vero amore è una quiete accesa

qual ceppo che cenere non soffoca 

è luce che riscalda l’inverno ed il gelo

è coperta che avvolge l’anima in pena

Il vero amore è solitudine che s’arrende

in un abbraccio d’immense sensazioni

è il libro su cui scrivere pagine di vita

è pentagramma che esegue note d’arpa 

Il vero amore è un giardino rigoglioso

che vince l’aridità del deserto senza oasi

è un orizzonte che abbaglia lo sguardo

è terra fertile che si rinnova ad ogni luna 

Il vero amore è linfa che scorre nelle vene

qual fiume in piena a raggiungere il mare

Il vero amore è il respiro del mattino

che trasforma il vento in sospiri d’azzurro  

-Maya-

* Incipit in corsivo di G. Ungaretti

Scritto da: GiardiniDiMaya alle ore 20:28 | link | commenti (2) | Categoria: poesia, amore
Elisabeth

Elisabetta

tu regina e soldato

o solo donna?

 

Dimentica l'amore

lacrime tra le ciglia

 

Vento nemico

Sui tuoi rossi capelli

gocce di sangue:

 

il potere minato

da un nemico potente

 

Era di sangue

eresia e religione

macchiano anima

 

la passione svenduta

un amore più grande

 

Non c'è più tempo

per i tuoi sogni infranti

ragion di stato:

 

sul cuore rovi e spine

di rose mai sbocciate


~Eufemia~


Renga liberamente ispirato al film “Elisabeth, the golden age”, con Cate Blanchett, che rievoca la figura della regina d’Inghilterra, Elisabetta I

Scritto da: eufemiaG alle ore 12:32 | link | commenti (1) | Categoria: poesia, storia, renga
sabato, 05 luglio 2008




Ognun lo chiama
“Stanza dello Scirocco”
laddove spira

di quel vento di sud est
un alito rovente

appena lieve,
quando d’un cuore stanco
le proprie tinte

appaga e fortifica
sospirando tra conche

di tufo giallo
e quei corsi fluviali
il cui gorgheggio

svelto altresì gelido
calma focose menti.

Ristoro dona
a quelle nude membra
poco coperte

dalle umide lenzuola
ed un regio turbante.

Cosicché, di lei
la pelle profumata
egli concilia

con collana di perle
ed organze d’Oriente.

Sferza quel vento
dell’incontro notturno
ogni rea agonia,

legando ad una goccia
di sudore e per sempre,

ogni diniego;
del giogo del sultano
solo rimane

oltre la propria rabbia,
l’urlo dello Scirocco.

Zingara, è lei
più di ogni altra nomade
nell’esibire

come profferto dono
ad un semplice bimbo

il proprio ventre.
Ha inizio la sua danza
e ora si muove

in compagnia dell’acqua
e d’ogni cheta stilla

come spiriti
invocati sì appena
da quel rituale

movimento di fianchi,
morbido nel toccare

della sua pelle
gli spasmodici impulsi
con laide dita

conchiuse in un tenero
respiro d’aria calda.

Profumo d’aloe
profonde nella stanza
col polso teso

mentre l’arto dimena
al di sopra del volto

del suo Alì ibn Bakkàr
gran principe di Persia
e, sì, amante

sottomesso al sollievo
d’un amor corrisposto.

Mano procace
con lascivia, giù scorge
lo storto addome

nel rafforzato appiglio
d’un ingenuo sorriso;

Del Raqs Baladi
la sua arte incantatoria
ella discioglie

come nivea fibula
di un drappeggio di stelle;

e maculato
con due stretti arabeschi,
quel fondo schiena

orsù curvo s’atteggia
quale cupa maschera

che d’ogni sogno
misteriosa nasconde
le poche tracce

in eterno sospese
come oscurante Abisso

su quel baratro
che il cuore, accecato,
dunque riascolta

nell’eufoniche note
d’un muto riverbero.

La scimitarra
così estrae dal fodero
carezzandone

con cura il suo riflesso
mentre arida ne adesca

la lama aguzza;
ne seduce le forme
col proprio corpo

con la chiara lusinga
di quel corteggiatore

che si prepara
a cogliere dal ramo
frutti proibiti,

eclisso fra giardini
di gigli e anche di rose;

così su di essa
viene riflesso il volto
di lei, fin quando

tocca terra il suo piede
con un volteggio etereo.

Sordo il clangore
di quell’arma deposta
sul pavimento

sedotto dai pollini
d’una viva stagione,

innalzatisi
in cinereo saluto
a tale beltà,

la fine ora decreta
di quello spettacolo:

S’ode un sospiro,
tutto si fa silenzio
in quella stanza,

non aliti di vento
che spirano tiepidi,

bensì un rantolo
della bella Shams al Nahar
nel sigillare

d’una furia d’amore
ogni unico granello,

or sollevato,
calmo al giro di volta
da quella magia

che sublime si accorda
a un’empia incantatrice;

Così termina
di una tragica storia
l'ardente pausa

fra luminosi gioielli
ed estenuanti arsure.

(Adattamento metrico della Stanza dello Scirocco, presente nella fiaba poetica Shams Al Nahar e le dieci perle d'Oriente).
Scritto da: Tetractys alle ore 18:05 | link | commenti (3) | Categoria: oriente, renga, tetractys